L’ETERNO CONFLITTO DELL’UOMO

La società usa gli esseri umani, negli anni è diventata, paradossalmente, più importante dell’uomo stesso. Tutte le società erano state create per aiutare l’uomo, ma il processo si è rovesciato, ora è l’uomo che serve queste istituzioni.

Vorresti vivere a modo tuo, ma la società te lo proibisce; vorresti essere in un certo modo, senti che solo così potresti vivere, ma tutti ti sono contro.  Allora ascolterai coò che senti dentro di te o ascolterai i consigli degli altri? Se ascolti i consigli della gente, la tua sarà una vita inutile e vuota, ricca solo di frustrazione. “Ogni volta che fai qualcosa contro le aspettative e l’opinione degli altri, ti senti in colpa, ed ogni volta che fai qualcosa per non deludere le aspettative degli altri, non sei veramente felice, perché non si tratta di una cosa giusta per te”. L’uomo è intrappolato tra questo duplice conflitto. (Osho).

Nella società vi sono gruppi di individui con diversi livelli di maturità, seguire un percorso non significa abbandonare la società, ma far parte virtualmente di un gruppo di individui , all’interno della stessa società,  meno numeroso e con una diversa consapevolezza. Queste persone perdono interesse per obiettivi futili e inutili, e li sostituiscono con altri.

La perfezione stessa, una volta raggiunta, distrugge le cose, una società quando inizia ad essere perfetta diventa statica, di conseguenza ristagna e decade. Dalla vetta tutte le strade portano a valle. Le società sono come le persone, nascono, crescono fino ad un certo punto di relativa perfezione, poi decadono e muoiono. (Nisargadatta)