PSICOLOGIA

La psicologia è un ponte tra il materialismo e la saggezza. Personalmente mi ha aiutato molto a divenire consapevole dei meccanismi che ci governano. Obiettivo dello psicoterapeuta occidentale è, troppo spesso (perché gli psicologi non conoscono, al contrario dei Saggi, la dimensione paradisiaca cui ogni essere umano potrebbe accedere), quello di tentare di riadattare l’individuo sofferente di disagi psichici alla massa, reintegrarlo nel sistema, aiutarlo a ritrovare armonia nei rapporti con le cosiddette persone normali. La questione è che il livello di salute mentale delle "persone normali" è molto al di sotto della soglia che potrebbe raggiungere con facilità ogni individuo. Il punto di riferimento dovrebbe essere la salute mentale di chi è riuscito a raggiungere punte elevate di felicità, un Socrate, un Buddha, e non l’individuo che canalizza ogni propria energia al conseguimento di traguardi effimeri quali il successo, il potere, il denaro, il prestigio sociale. Del resto, lo psicologo stesso non possiede il più delle volte un grado di consapevolezza di molto superiore alla media, ma semplicemente una maggior competenza tecnica. Se lo psicoterapeuta non è riuscito a rendere la sua felicità indipendente da eventi esterni, se soffre, prova risentimento, è geloso, possessivo, ambizioso, come una persona qualsiasi, cioè, se non possiede una consapevolezza superiore, una chiarezza di percezione e comprensione talmente elevate da avergli consentito di liberarsi dal giogo della sofferenza legata all’ego, non potrà liberare altre anime dalle stesse catene, potrà tutt’al più giocare un ruolo consolatorio, produrre sollievo temporaneo e, se è fornito di una certa dose di consapevolezza, amore, autenticità e desiderio di guarire, potrà far progredire un poco la persona che sta aiutando.

Vai dal terapeuta, una, due volte la settimana e ti alleggerisci un po’. Poi torni alla vita di tutti i giorni e ricominci ad accumulare ansie, tensioni, repressioni, perché non hai compreso ed eliminato il meccanismo che le crea. La terapia è solo un palliativo, può fornire un sollievo temporaneo, ma se non avviene una trasformazione completa, si rimarrà gli stessi di sempre. E solo un saggio, un Maestro, conosce il sentiero che può condurre alla trasformazione. La terapia si limita a potare i rami di un albero, essi ricrescono ancora più rigogliosi. Solo estirpandolo alla radice il problema si dissolve. I problemi non si risolvono, si dissolvono quando ti elevi al di sopra di essi. Non hai bisogno di soluzioni, hai bisogno di chiarezza, di consapevolezza. Se affronti i problemi uno per uno non riuscirai mai a risolverli, sono infiniti: affronta l’uomo stesso! Cresci! (Osho)

La consapevolezza può espandersi ad un punto tale che tutti i problemi svaniscono. Ad ogni stadio della nostra vita eventi specifici generano frustrazioni: ad es., nella prima parte della nostra vita abbiamo paura del buio e un giocattolo rotto può farci scoppiare in lacrime: il buio continua ad incutere timore ai bambini e i giocattoli rotti a provocare il loro pianto. I problemi continuano ad esistere, soltanto, noi abbiamo raggiunto un livello di maturità in cui quelle circostanze semplicemente non costituiscono più fonte di frustrazione. Il guaio è che ad un certo momento la nostra crescita interiore si interrompe, si allinea a quella media del resto dell’umanità, e iniziamo a disperdere ogni nostra energia nel raggiungimento di obiettivi futili, senza alcun valore, con la erronea convinzione che alcuni problemi "radicali" siano irrisolvibili e non sospettando minimamente che, al contrario, se semplicemente continuassimo a crescere, a ricercare, a tentare di comprendere, uno dopo l’altro, nessuno escluso, ogni genere di difficoltà si dissolverebbe trasformando la nostra vita in un paradiso.

Se l’uomo fosse soltanto il corpo la scienza avrebbe risolto tutto, se fosse la mente la psicologia sarebbe stata sufficiente, ma l’uomo è molto di più e senza conoscerlo nella sua totalità non puoi risolvere i suoi problemi. I metodi terapeutici occidentali possono aiutarti a ripulire il tuo essere di un po’ di polvere accumulata negli anni per renderti più ricettivo e prepararti ad accogliere una nuova consapevolezza. La scienza è incompleta. Sappiamo solo una frazione minuscola di ciò che si dovrebbe sapere, particolarmente in psicologia. Poiché è una delle scienze più giovani e tratta di fenomeni fra i più complessi della natura, la psicologia è più incompleta di altre scienze dalla storia più antica.

Dobbiamo essere umili quando proclamiamo la verità di principi psicologici perché le basi di molte di queste affermazioni sono deboli. E' istruttivo rendersi conto che alcune delle teorie con cui lavoriamo oggi saranno citate nei trattati futuri come esempi di errori ovvi e ridicoli di una scienza nella sua infanzia. (Donald Mcburney, docente di Psicologia all'Università di Pittsburgh).  Concettualmente, la psicologia occidentale ha raggiunto il suo culmine con la psicologia transpersonale, i cui assunti di base sono perfettamente in linea con le affermazioni dei saggi di tutti i tempi. Ed è importante che finalmente alcune delle menti più aperte si stiano muovendo in questa direzione. Non bisogna però dimenticare che una comprensione meramente intellettuale della Realtà non rende gli psicoterapeuti più consapevoli. E’ infatti una maggiore consapevolezza e non l’accoglimento di alcune teorie piuttosto che altre che rende lo psicologo più incline al successo terapeutico. Ad es., basti pensare che in India tutti sono fermamente convinti, perché la loro cultura ne è intrisa, della veridicità e del valore dei principi alla base della psicologia transpersonale, ma tale conoscenza non trasforma quegli individui, e la loro consapevolezza e la loro vita rimangono le stesse. Il punto essenziale non sono le tecniche o le diverse proposte teoriche alla base dei vari modelli pscoterapeutici, ma la consapevolezza, il grado di “comprensione”, la capacità di Amare, del terapeuta. Essere uno psicologo umanistico o gestaltico o transpersonale è irrilevante, sono etichette senza valore